martedì 20 settembre 2011

Vera D'Atri



Vera D’Atri vive nel cuore di Napoli, tra vicoli e chiese antiche, magia di popolo e di cultura, da cui trae forse la forza magnetica e misteriosa del suo verso ed in cui memoria e sogno, passato e presente, elegantemente si fondono. L'ispirazione feconda non è però lasciata a se stessa, ma modellata da un lavoro attento e caparbio che mira a concentrare i concetti e a farli divenire distillato di vita e di emozioni. Toccherà poi al lettore schiuderli nuovamente, come si fa con i fiori, per assaporarne per intero il profumo.




Una data segnata per partire” è la prima raccolta poetica di Vera D'Atri, ma già perfettamente matura. Ciò che colpisce è la nitidezza del verso, gli accostamenti sorprendenti, la velata malinconia che avvolge il quotidiano e lo trasfigura. Una raccolta che chi ama la poesia non può trascurare perché rinserra in sé qualcosa di nobile e di antico, che Vera difende, a volte con dolcezza, a volte con rabbia, dalle ingiurie del tempo e dalla polvere della dimenticanza.


Il libro è acquistabile al seguente indirizzo: 


FUORI DAL GIOCO

A quest’ora i fiori si assottigliano,
si chiudono,
inghiottono il loro stesso profumo,
evocano il fasto della solitudine
in piccole stanze segrete.

Perché solo i segreti annunciano la perfezione,
come il tacere aggraziato di una governante
che aspiri a far bella figura.

E in questo stesso rigore cerco immunità.
Anche se può fermarsi il cuore
ora che la luna è senza guance
ed io senza baci.

Ma in nessun tempo vissi da mercante.
Io questo solo voglio che di me si sappia.
Di null’altro voglio rendere conto.
Null’altro serve a chi è fuori dal gioco.


Dalla raccolta inedita “Una tenace invadenza”


SEI SEDUTA

Sei seduta.
Quando non ti guarda da arcate superiori,
tuo padre è il dizionario dell’indifferenza.

Ti ricordi di niente.
Ma un colore tra il rosa e il nero dimostra
che la vita sta passando.

Altro silenzio entra dalle finestre, più dolce, quasi
un mormorio,
perché fuori un mondo d’erba sta nascendo;
pensi soltanto: andarsene
o bruciare negli appositi scomparti.
 


DA SALE BUIE

Da sale buie a ridosso di fianchi traditi
mi chiedo se possa, ora che sorrido al mare, trasmettere
un intento effusivo agli spalti di pietra,
mentre da un’ora ormai seggo di fronte a questo luccicante
decoltè di città.

Mi nutrissi di corse avrei ancora un traguardo,
non sarei pausa in parentesi, viaggio d’aquiloni storditi,
non questo filo sbrogliato da mani sapienti
che solo per poco mi lasciano andare.

C’è voluto il confine,
molte impraticabili vie per trovare la porta ventosa,
il valico ruggente, affinché dei luoghi che incombono
abbattessi le mura.

       
Dall'ultima raccolta, in fase di completamento: "Dire Fare"  


PIETRA LISCIA PER SCABRA INSURREZIONE

Pietra liscia per scabra insurrezione,
perché il vento disegnò con mano ferma gli anni
a cella chiusa di vene grige;
poi viene il tempo, la violenta china del tenersi vivi
e muta e piatta si fa materia ribellata,

materia incattivita di bei sogni, alchimizzata alla natura degli inerti,
che un giorno spera nel fosforio degli astri
e un altro prova a far maceria di se stessa.


4 commenti:

  1. Maria Grazia di Biagio20 settembre 2011 08:18

    Sono versi di rara bellezza, vergati con grande maestria ed eleganza, un connubio tra perfezione stilistica e passione che solo un vero poeta riesce a realizzare e che arriva al lettore in tutta la sua potenza espressiva.
    E' una poesia così viva, vibrante che non ci vuole semplici spettatori, ma si fa specchio nel quale chi legge trova sé stesso.
    Sinceri complimenti all'autrice e un grazie a Renato per averla scovata.
    Maria Grazia

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  2. Mamma mia... che brividi leggendo questi versi! crudi e colti. raffinati e originali. complimenti davvero e grazie a Renato per la condivisione! Laura

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  3. ciao, mi piace molto la tua scrittura, sono editore e se vuoi, se hai materiale inedito, possiamo parlarne. Scrivi qui: poesiedallaluna@email.it

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  4. incantata.
    grazie a voi per la scoperta. fate un lavoro che io ritengo da eroi. senza paura di esagerare.

    Daniela Andreis

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