sabato 7 settembre 2013

DANTE MAFFIA "IO Poema totale della dissolvenza"








Dante Maffia è uno scrittore instancabile e geniale. Nella sua prolifica vita di letterato ha toccato le più varie tematiche, sperimentato il nuovo e inglobato il vecchio, mescolando tutto, come un giardiniere ardito che riprende vecchi semi per creare nuovi giardini, paesaggi inattesi e contraddittori fatti di piante tropicali e di erbacce, orchidee e fiori di campo,  sangue di papaveri e sconfinati prati verdi.  
Questo suo ultimo libro: “IO Poema Totale della dissolvenza”  è semplicemente monumentale: 700 pagine di versi che raccolgono tutti gli stili, tutto il sentire, tutto il bene e tutto il male di questo secolo.

Esso segna una tappa fondamentale non solo del percorso poetico di Dante Maffia ma della poesia italiana dell'ultimo secolo. Nel poema tutte le forme poetiche, tutti gli oggetti, tutte le modalità espressive sono presenti. Ma al di là della varietà delle forme e dei ritmi ciò che maggiormente commuove è l’intensità della vita che si agita dentro, anzi del desiderio di vita, randagia, disperata, appassionata, struggente.
La sua poesia, dopo aver conosciuto e  interiorizzato tutti i linguaggi poetici del novecento, sembra avere acquisito una tale forza da potersene liberare, per lanciare un ponte verso il futuro, come a dire: “ecco questo è quello che siamo riusciti a creare, questa è la nostra cultura, queste le nostre rabbie e le nostre sconfitte. Siamo arrivati fin qui.” Da qui inizia il terzo millennio.

Dante Maffìa, IO POEMA TOTALE DELLA DISSOLVENZA, Edilet-Edilazio Letteraria, Roma, 2013
ALCUNI VERSI TRATTI DAL POEMA

IL RECINTO

Io non ho scelto di vivere qui, ora,
tra i detriti di  un’epoca malsana,
tra agonie e deturpati nessi
sempre più assurdi, sempre più decrepiti
e fuori da identità che in fondo
decretavano una fisionomia.
Questa è una farsa, una fotocopia
Di traguardi tutti perduti, di iattanza pefida
Cha arrotola quaderni che nessuno leggerà.
….
Pag. 11
L’INESISTENTE

Basta con le storie solite,
con le solite paure
che non hanno fondamento.
Ci sono cose più terribili
Dei tuoi sogni e cose diseguali
Che si librano nell’aria
Cercando un’improbabile misura.
E tu ancora che batti e ribatti
E torni sui medesimi argomenti.
Che vuoi ottenere?
Ascolto o ribellione?
O semplicemente parli
Per abitudine?
Nessuno ti ascolta, ormai,
sei dentro l’orma di tarli
sempre scontenti.

Pag.50

NON VOGLIO PIÙ REGOLE

Non voglio più regole,
per troppi anni sono stato
tartassato dalle grammatiche.
Adesso la mia grammatica
Sono le tue labbra,
il pane di casa con olio d’oliva,
il musetto di Alice
che insegue una cavolaia.
Non voglio più regole,
i fiori non hanno catene,
nessun’alba segue
la tabellina pitagorica.
….
 Pag.115

1 commento:

  1. bellissime avrei voluto scriverle io. ma io non scrivo poesie

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