martedì 7 marzo 2017

Bando e Regolamento

IX Edizione

Premio Internazionale di Poesia

Don Luigi Di Liegro

(Scadenza 24 giugno 2017)





La Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro in collaborazione col sito letterario La Bella Poesia indice la IX edizione del “Premio Internazionale di Poesia Don Luigi Di Liegro” per promuovere i valori di solidarietà e accoglienza che furono propri dell’opera di Don Luigi, nonché lo studio e la valorizzazione dell’arte letteraria quale strumento di emancipazione dello spirito e di affinamento della percezione della realtà, riservando una specifica attenzione allo sviluppo culturale e morale delle giovani generazioni.

Come ogni anno all’usuale momento di selezione e premiazione, si affiancherà un’attività permanente di informazione e confronto sulle pagine Facebook de “La Bella Poesia” e del “Premio di poesia Don Luigi Di Liegro” nonché sui siti www.labellapoesia.info. e www.premiopoesiadiliegro.info, dove verranno pubblicati i testi delle poesie vincitrici e sarà ospitato il dibattito tra i partecipanti.

Come per le precedenti edizioni verrà richiesto il patrocinio delle Istituzioni.

Il Premio ha finalità benefiche. Tutti coloro che contribuiscono alla sua realizzazione lo fanno a titolo gratuito Eventuali surplus gestionali saranno utilizzati per il perseguimento delle finalità assistenziali propri della Fondazione.


IX Edizione

REGOLAMENTO


Art.1  Sezioni del Premio

Il Premio si articola nelle seguenti sezioni:
Sezione  A: poesia singola inedita a tema libero.
Sezione  B:  raccolta edita di poesie.
Sezione C: videopoesia.

Ogni autore può partecipare a più sezioni, versando le relative quote di iscrizione.


Art.2  Opere ammesse

Sono ammesse opere di autori italiani e stranieri, scritte in lingua italiana o in lingua estera, purché riportanti a fronte la traduzione in italiano, che non si siano classificate al primo posto in altri concorsi letterari.

Sezione A: si possono inviare fino a un massimo di tre poesie di lunghezza non superiore a 50 versi ciascuna, che non abbiano avuto regolare pubblicazione editoriale. Non si considerano edite le poesie pubblicate su siti web, antologie collettive o riviste letterarie.

Sezione B: si possono inviare raccolte edite di poesia, pubblicate a partire dall’anno 2012 Sono ammesse anche raccolte pubblicate in “self publishng” purché dotate di codice ISBN.

Sezione C: Sono ammessi files audio/video con avanzamento automatico delle immagini che contengano al loro interno una poesia.

Ogni autore è responsabile del contenuto degli elaborati inviati e deve attestare, sotto la propria responsabilità, che le opere sono di propria esclusiva composizione e nella sua completa disponibilità.

È a tal fine necessario che il presentatore dell’opera compili e firmi la domanda e la dichiarazione di responsabilità, allegate al presente regolamento.

Per i minori di anni 18 la domanda di partecipazione deve essere firmata da chi esercita la potestà genitoriale.


Art.3  Modalità di invio delle opere

Sezione A (poesia inedita): Gli autori possono inviare le loro poesie in formato elettronico (estensione: .doc, docs o .rtf) all’indirizzo premiopoesiadiliegro@libero.it  allegando, in files separati:

a.        la domanda di partecipazione e la dichiarazione di responsabilità, debitamente compilate (modulo in calce);
b.        i testi delle poesie con cui intendono partecipare;

c.        il curriculum sintetico (max 30 righe);

d.        copia della ricevuta del versamento comprovante il pagamento della quota di partecipazione di cui al successivo art. 5.

In subordine le opere possono essere inviate in forma cartacea all’indirizzo: Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro – Premio Poesia - Via Ostiense 106 – 00154 Roma.

In tal caso i partecipanti devono allegare, insieme alla documentazione di cui sopra, n.4 copie di ogni opera, di cui una firmata e le altre anonime. All’esterno della busta dovrà essere indicato il mittente e apposta la scritta “Premio Poesia”.


Sezione B (libro edito di poesie). Gli autori devono inviare:

·          Il file del libro (formato .doc  .docs. .rtf  o .pdf.) via mail all’indirizzo premiopoesiadiliegro@libero.it Il mancato invio del libro in formato elettronico determinerà l’esclusione del concorrente;
·          la domanda di partecipazione debitamente compilata (modulo in calce);

·          copia della ricevuta del versamento della quota di partecipazione di cui al successivo art. 5.

·          n. 2 copie del libro in formato cartaceo all’indirizzo: Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro – Premio Poesia - Via Ostiense 106 – 00154 Roma. All’esterno della busta dovrà essere indicato il mittente e apposta la scritta “Premio Poesia”.


Sezione C (videopoesia): gli autori devono:

a.   pubblicare il video su youtube, preferibilmente in modalità "video non elencato" e qualità superiore ai 240p, assicurandosi che sia regolarmente acquisito dal sito e reso visibile.

b.  trasmettere all’indirizzo premiopoesiadiliegro@libero.it la domanda di partecipazione e la dichiarazione di responsabilità debitamente compilate (modulo in calce), inserendo nel corpo della domanda il codice identificativo dell’opera, fornito in automatico da youtube nella finestra “codice da incorporare”.

c.   allegare copia della ricevuta del versamento della quota di partecipazione di cui al successivo art.5.

In alternativa è possibile spedire un DVD contenente il file della videopoesia, in formato .avi all’indirizzo: Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro – Premio Poesia - Via Ostiense 106 – 00154 Roma, insieme alla domanda di partecipazione, la dichiarazione di responsabilità e copia della ricevuta di versamento. All’esterno della busta dovrà essere indicato il mittente e apposta la scritta “Premio Poesia”.

Sarà dato atto via mail della corretta ricezione delle domande di iscrizione. Le domande non conformi a quanto richiesto nel presente regolamento e non regolarizzate entro i termini di scadenza previsti al successivo art. 4 non daranno diritto alla restituzione della quota di iscrizione.

Art.4  Termini di presentazione

Le opere dovranno essere inviate entro il termine del 24 giugno 2017 (farà fede, a seconda delle modalità di invio, la data della mail o la data del timbro postale).

Art.5  Quota di partecipazione

Per la partecipazione a ciascuna sezione dovrà essere corrisposto, a titolo di contributo, un importo di € 20,00.

Per favorire la partecipazione giovanile i concorrenti che, alla data del 31 dicembre 2016, non avranno compiuto i 25 anni di età potranno versare un contributo ridotto di € 10,00, allegando copia della propria carta d’identità.

I versamenti potranno essere effettuati sul conto corrente postale 97970008 intestato alla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro – Onlus - Via Ostiense 106 –00154 Roma, oppure sul conto corrente bancario presso la Banca di Credito Cooperativo di Roma (IBAN IT08Z0832703226000000244000) intestato alla medesima Fondazione. Dovrà essere riportata come causale: il nome del concorrente, la Sezione prescelta e la dizione: “Contributo Premio poesia Di Liegro”.

Art.6  Giuria

La giuria, presieduta da Manuel Cohen (critico letterario, poeta e saggista), è composta da:

·         Luca Benassi (poeta, giornalista e critico letterario)

·         Carmine Chiodo (docente di letteratura italiana alla Università Tor Vergata)

·         Flaminia Cruciani (archeologa e poeta)

·         Anna Maria Curci (poeta, giornalista e critico letterario)

·         Vera D’Atri (poeta e scrittrice)

·         Maria Grazia Insinga (poeta e musicista)

·         Monica Martinelli (poeta e giornalista)

·         Salvatore Ritrovato (docente di letteratura italiana all’Università di Urbino)

·         Michela Zanarella (poeta e giornalista)

·         Renato Fiorito (scrittore e poeta) Presidente del Premio

 Ambasciatrice del Premio in Francia è Jacqueline Zana Victor, curatrice della settimana della cultura italiana a Parigi e responsabile per il 13° Municipio di Parigi delle relazioni Parigi-Roma

Segretaria del Premio è Susie Simioli

Variazioni nella composizione della giuria non comporteranno l’obbligo di modificare il presente articolo del regolamento.


Art.7 Selezione

Per ogni sezione verrà individuata una rosa di finalisti che sarà pubblicata nei siti www.premiopoesiadiliegro.com e www.labellapoesia.info

L’elenco dei vincitori sarà reso noto prima della cerimonia di premiazione.

Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.


Art. 8 Premi

Sezione A (poesia inedita): il primo classificato riceverà un assegno di €.400,00, una targa personalizzata e l’attestato di vincitore, il secondo e il terzo classificati una targa personalizzata e l’attestato di vincitore. Gli autori di testi particolarmente meritevoli riceveranno una medaglia personalizzata e una menzione speciale di merito.

Sezione B (libro edito): il primo classificato riceverà un assegno di € 500,00, una targa personalizzata e l’attestato di vincitore. Il secondo e terzo una targa personalizzata e l’attestato di vincitore. Gli autori delle raccolte particolarmente meritevoli riceveranno una medaglia personalizzata e una menzione speciale di merito.

Sezione C: l’autore della videopoesia prima classificata riceverà un’opera d’arte, una targa personalizzata e l’attestato di vincitore. Gli autori delle videopoesie seconda e terza classificate riceveranno una targa personalizzata e l’attestato di vincitore. Il videomaker 1° classificato, se diverso dall’autore della poesia, riceverà una medaglia e l’attestato di vincitore.

Altri premi potranno essere attribuiti nelle tre sezioni, nei limiti consentiti dal numero e dalla qualità delle opere partecipanti, nonché dalla presenza di eventuali sponsor.


Art.9  Premiazione

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma in una sede istituzionale significativa, alla presenza di autorità e protagonisti della cultura, indicativamente nel prossimo mese di novembre.

Coloro che non potranno essere presenti alla cerimonia avranno la possibilità di delegare per il ritiro del premio persone di loro fiducia. In via subordinata potranno chiedere, entro un mese dalla cerimonia, la spedizione a domicilio del premio, rimborsando le spese di spedizione.

I premi in denaro dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori. In caso di mancato ritiro, questi saranno incamerati e messi a disposizione della successiva edizione del premio.


Art.10  Notizie sui risultati

A tutti i concorrenti che avranno fornito il proprio indirizzo di posta elettronica saranno inviate informazioni articolate in ordine alle varie fasi del concorso e alle opere premiate. Inoltre dette informazioni saranno disponibili sui siti www.labellapoesia.info e www.premiopoesiadiliegro.info dove saranno anche pubblicati i testi delle opere vincitrici e le motivazioni del premio.

Sono inoltre aperte in via permanente su Facebook le pagine intestate a “La Bella Poesia” e al “Premio Internazionale di Poesia Di Liegro”, dove verranno fornite notizie relative al premio e sarà possibile postare commenti, chiedere informazioni e partecipare al dibattito.

Non saranno inviate informazioni a mezzo posta.

Art.11  Autorizzazione alla pubblicazione delle poesie

La partecipazione al concorso implica l’autorizzazione a pubblicare, senza ulteriori formalità, le opere inviate, sui blog e sulle pagine Facebook de “La Bella Poesia” e del “Premio Internazionale di Poesia Di Liegro”, nonché sul materiale pubblicitario e informativo del Premio.

Tutti i diritti sull’opera rimarranno nella disponibilità dell’autore.


Art.12 Acquisizione delle opere

I manoscritti inviati non verranno restituiti.


Art. 13  Accettazione del regolamento

La partecipazione al premio comporta automaticamente l'accettazione di tutti gli articoli del presente Regolamento.

Art.14 Privacy

I partecipanti al premio accettano il trattamento dei propri dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche.


Eventuali informazioni e chiarimenti potranno essere richiesti all’indirizzo e-mail premiopoesiadiliegro@libero.it nonché a:



Renato Fiorito (Presidente del Premio) – Cell. 3484401794

Susie Simioli (Segreteria del Premio) Tel. 06 6792669 (dalle 10 alle 13)



Il Presidente del Premio                       La Segretaria del Premio
                 Renato Fiorito                                           Susie Simioli





Roma,  10 marzo 2017


Allegato

Domanda di partecipazione



Nome:………………………………………………………………………………….



Cognome:………………………………………………………………….…………



Data di nascita………………………………………………………………………



Indirizzo: ……………………………………………………………………………



Città:………………………..……CAP..…………………Provincia:………………



Cellulare:…………………….…….Numero telefonico:…………….…………….



Indirizzo email……………………………………………………………………….



Titolo dell’opera/e …………………………………………………………………



……………………………………………………………………………………….



Sezione a cui si chiede di partecipare:…………………………………………



Dichiarazione di responsabilità:



Il sottoscritto……….……………………………… accetta le norme del presente regolamento e dichiara che le poesie proposte sono inedite, di propria esclusiva composizione e nella propria piena disponibilità. Dichiara inoltre che non si sono classificate prime in altri concorsi letterari.



In caso di partecipazione alla Sezione C: dichiara che il video è stato realizzato da ………………………………. abitante a ..………………………… CAP…………….Via…………………………..……………………………………….

Tel …………………….... Cell ……………………. mail……………….……………

che la voce recitante è di ………………………………………………….…….……..

abitante a….…………………CAP…………Via………….…………  Tel………………… Cell ………………….. mail………….……………..



che le musiche e le immagini realizzate NON sono protette da Copyright e da diritti SIAE o altro diritto, sollevando la Fondazione Di Liegro da ogni responsabilità in merito.



Firma del richiedente

(o di chi esercita la potestà genitoriale in caso di minore)


<a title="concorsi letterari" href="https://www.concorsiletterari.net"><img src="https://www.concorsiletterari.net/wp-content/uploads/2016/05/cl-small.gif" alt="concorsi letterari" width="199" height="90" class="alignnone size-full wp-image-3005" /></a>

……………………………………………………………………………………..

giovedì 9 febbraio 2017

Recensione


Davide Cortese





Lettere da Eldorado 

Edizioni Progetto Cultura


Nota di Renato Fiorito

Lo confesso. Amo la poesia che dà emozioni, quella con dentro la forza vitale del sole, della passione, dei sentimenti. È questo il caso di “Lettere da Eldorado” di Davide Cortese dove l’Eldorado è il mito, la terra oltre le terre a cui l’anima tende, l’isola senza dolore, malvagità, ingiustizie, nella quale la forza trascinante della parola basta a realizzare i sogni



Una mattina mi son svegliato

e non c’era più nulla da temere.

Una mattina mi son svegliato

e potevo essere semplicemente chi ero,

senza che nessuno mi negasse il suo sorriso,

senza essere percosso e offeso,

né maltrattato, né deriso, né ucciso

per ciò che ero senza averlo deciso.

Una mattina mi son svegliato

ed ero fiero di essere chi ero.

Ero nero senza apparire diverso,

ero gay senza apparire perverso,

ero ebreo, musulmano, senza aver perso

la gioia di essere ospite dell’universo.

Una mattina mi son svegliato

e per tutti ero semplicemente un uomo.

E per ciò che io ero: umano,

non c’era affatto da chiedere perdono.



Poesia ricca di immagini, similitudini, evocazioni, ricordi, musicale e struggente, mai sazia di abbracci, di nuvole e di cielo, con dentro un lirismo acuto, colmo di dolcezza, un canto, una sofferenza, una malattia.
Sembra quasi che non debba cercare le parole Davide, non debba curarle, poiché esse fuoriescono da sole, brucianti, vivide, e lui debba solo inseguirle e raccoglierle in fretta, per dare voce all’indicibile, alla passione, al segreto dolore.
Cento metafore sono usate, cento similitudini, personificazioni, sinestesie, anafore per ingabbiare nel verso la ricchezza della vita, il caos e il tormento dell’amore, e fare espandere lo spirito oltre i limiti della singolarità.

“ ... il mio corpo stremato dalla giovinezza,

spaventato dalla bellezza,

eccitato dalla luce.

E posso a fiotti generare popoli che danzino dentro bolle di sapone

e si dissolvano gridando mute verità che tremano,

come incubi d’inverno.

Posso a fiotti disegnare fiumi che scorrono

e che puoi toccare con le dita, bagnandole di colori setati e cangianti.

Posso far librare nel cielo memorie come farfalle,

e storie come falchi, dolori come corvi.

E posso far fiorire sorrisi sulle tue mani, e sangue tra le nuvole,

nella musica triste di un’alba audace e bianca.

Ciò che si muove in me è così vivo e morto che mi fa paura,

e mi commuove, e mi addolora…”


La sua poesia è un continuo emergere di ricordi, un sussultare di lava, un bisogno quasi religioso d’amore che il cuore reclama contro le convenzioni e i pregiudizi:


“Sbigottitevi, adesso,

poiché dentro la vostra chiesa

io benedirò il nome di un demone:

l’amore.

Demone che con dita di fuoco

ci coglie nel petto il cuore vivo

per sfamare notti avide di tenerezza.

Demone che ci altera il respiro,

demone che ci possiede,

che ci mette sulle labbra lingue nuove.”


Passione, dicevo, come forza che spinge a scrivere, come ineludibile bisogno primario a cui è impossibile resistere:


“E fiori e paesi e stelle

mi esplodono dentro, mai esistiti ed esistenti,

struggentemente vivi e mai visti.

E mi duole il sogno.

E mi lacera.

E si lacera perché si muove come un passero

che si getta da un lato all’altro della gabbia.

Ed io sono la gabbia,

e lo sento quest’essere che mi lacera le viscere

e che vuole libertà.

E questo fiore che mi spinge come fossi terra

perché vuole darsi al sole,

io lo sento.

Mi fa male.

E mille fiori sono,

non un solo passero.

Miriadi di farfalle dalle ali preziose.

Dentro mi si muove un universo

che l’universo non basterebbe a contenere.”



Al contrario dei tanti poeti imborghesiti dal loro stesso celebrarsi, che sanno tutto sulla tecnicalità e nulla sull’amore, tutto sulla sintassi e neppure una parola sul fuoco che può bruciare un’anima. ciò che muove i versi di Davide Cortese e li rende incandescenti è il furore dei sogni, il loro ribollire sotto la pelle. Forse non è estranea a ciò la magia della nativa Lipari, delle rocce incandescenti di Vulcano e del mare infinito che abbraccia l’orizzonte. È quella la culla, è quella la madre. Lì prendono forma e esplodono le lettere che arrivano dall’Eldorado, anzi è proprio quello l’Eldorado, dove i sogni diventano pensieri di vita, di tenerezza per il mondo e per se stessi, fluttuante malinconia per quello che siamo stati e per ciò che non saremo:


Quando non ci sarò più

i palloncini continueranno

a sfuggire di mano ai bambini

e saliranno rotolandosi

verso il cielo

accompagnati dallo stupore

o dal pianto.

Gli autobus continueranno

a farsi attendere alle fermate

e le zanzare continueranno

a tormentare il sonno della gente.

Alcuni sogni continueranno

ad essere dimenticati al risveglio,

altri ad essere raccontati agli amici

con dovizia di particolari.

Gli innamorati continueranno

a credere nell’amore eterno

e nelle biblioteche richiederanno

ancora “Una stagione all’inferno”.

I ragazzi continueranno

a scrivere poesie

o anche solo “ti amo” sui muri.


E io sorriderò

di tutte queste cose,

di queste piccole cose

che ho conosciuto sulla terra

e tirerò su col naso

con un po’ di nostalgia.


Se la grande editoria non fosse occupata dal potere, se la televisione non fosse popolata di clienti, se i giornali sapessero parlare ai loro lettori delle cose che arricchiscono la vita e la scuola insegnare ai ragazzi ad amare la poesia “Lettere da Eldorado” farebbe bella mostra di sé in tutte le librerie e se ne parlerebbe sui media, invece che essere una piccola perla, privilegio dei  pochi amanti della poesia che non si rassegnano alla banalità del quotidiano.

lunedì 6 febbraio 2017

Recensione





Annamaria Curci




Nuove nomenclature e altre poesie – L’arcolaio







Nota di Renato Fiorito



In “Nuove nomenclature e altre poesie” Annamaria Curci, sviluppa in sei distinti capitoli stili e tematiche diverse, mostrando padronanza delle tecniche espressive e raffinata capacità linguistica, il tutto tessuto col filo sottile dell’ironia, quasi a suggerire l’idea che l’arte poetica è gioco serissimo nel quale tutto si può dire, purché con rigore e scienza. Una poesia, la sua, più mitteleuropea che mediterranea, più propensa all’analisi che al pietismo, più fustigatrice di costumi che incline ai sentimentalismi da parata.
Fin dalla prima poesia, Sotto coperta, Annamaria ci pone con durezza di fronte alla colpa della indifferenza generalizzata verso le mille disuguaglianze sociali che le affermazioni di solidarietà a buon mercato servono appena a mascherare, dato che “la coperta o il mantello dimezzato protegge ancora solo la tua parte...” (pag,17).
La sua poetica infatti è scabra, graffia, mette a disagio per lo sguardo tagliente che la pervade; essa non sollecita la mozione dei sentimenti ma si posa gelida sugli espedienti auto-assolutori con cui cerchiamo di giustificarci. Siamo davvero colpevoli? Possiamo fare qualcosa per cambiare? Non lo so. Ma so che è compito del poeta illuminare squarci di verità e impedire l’assuefazione al male, il pigro fluire delle coscienze obese verso un’indifferenza infingarda. E questo Anna Maria Curci lo fa con la schietta determinazione di chi preferisce la chiarezza dolorosa della verità alla mistificante manipolazione e vuole essere certa che non sia fraintesa la sua verità.
Cosi arrivano le “Nuove nomenclature”, quei termini cioè che pongono un velo tecnologico, scientifico, economico tra noi e la realtà, per narcotizzare l’orrore e assolvere da ogni responsabilità. Parole come “Assetto economico”, “Clandestino”.  “Flessibilità”, “Nasdaq”Rigore” ci propinano una realtà neutrale, edulcorata, sufficientemente accettabile ma falsa.
Qui la critica di Anna Maria Curci è radicale, senza compromessi, condita di fredda ironia, come se non valesse la pena accalorarsi per qualcosa a cui non si può rimediare essendo le parole diventate ormai descrizione sciatta del nulla, convenzioni senz’anima, imbroglio privo di senso. Il dialogo socratico non serve più a fare emergere la verità, ma a mantenere in vita corpi avvizziti, coaguli di interessi che si spartiscono le spoglie del mondo (pag 38).
Poesia concettuale e a volte oscura, dunque, ma mai accademica o di pura esibizione, piuttosto poesia di rabbia lasciata decantare affinché più preciso e doloroso sia il taglio inferto sulla corteccia delle coscienze assuefatte. Operazione aristocratica e di resistenza che si consuma nella ristretta cerchia di coloro che hanno ancora consuetudine con la parola e capacità per coltivarla nel contesto di una società narcotizzata che non si vuole più interrogare, preferendo risposte di comodo, appositamente preconfezionate per lei.
Diversa struttura ha il capitolo “Staffetta”, magnifico e regale nella sua malinconia, nella pietà per gli uomini, nell’attenzione per il gesto furtivo, reso eterno dall’intuizione poetica. Qui il poeta si fa spettatore partecipe dell’avvicendarsi delle stagioni, del trascorrere degli eventi sul palcoscenico del mondo.
Illuminata dal  sole autunnale si fa strada una fraternità asciutta, una nostalgia lieve che parla di mercati affollati, di sguardi sfuggenti, di gesti intimi e commoventi, come, ad esempio, in “Rosso Azerbaigian” quello di una mano che scosta i capelli e ferma il pianto: “Se raccogli le cocche dell’abito/rincorso tra banchi vecchi di città/e ti disseti assorta e scosti piano i capelli/ pianto sospendi e acqueti”, a conferma della forza trasfiguratrice della poesia che rende grande il piccolo e eterno il fuggevole.
È da citare anche “Sosta”, che ha un incipit avvolgente: “E potrei perdermi se vuoi nel verdeoro di un autunno affamato” e una vena sottile di irrimediabile malinconia, che parla del tempo che consuma le cose, di calze bucate e, con bella paronomasia, del filo del “rammendo”, che ricuce il passato:  “Sfonda la calza/ l’alluce impaziente./ Nel tascapane ho il filo del rammendo.// Mi rammento di te/ voce vecchia e suadente/ e non ti seguo.”. 
Poi vengono le quartine, gli endecasillabi, i settenari, l’esercitazione scolastica, il virtuosismo da cultrice della lingua, animata dal desiderio di ravvivare l’antica arte del verso, nella sua forma più classica e pura, e, infine, i “canti dal silenzio”, di perfetta musicalità, che sono un’esortazione a non avere fretta, a mettersi in ascolto dell’armonia silenziosa della natura e partire da essa per ricostruire, senza paura della fatica e delle delusioni, la nostra stessa armonia.  (pag.93)  
Poesia densa e ricca di stimoli, dunque, con cui Anna Maria Curci combatte in solitaria battaglia la parola spuria, le manipolazioni dei falsi idoli che della confusione del linguaggio fanno il mantello sotto cui nascondere il bottino, il desiderio bulimico di arricchimento, il comportamento cinico e tracotante.