venerdì 22 novembre 2019

Renato Fiorito



ANDANTE CON PIOGGIA 
(Terra d'ulivi edizioni)



Il nuovo libro di Renato Fiorito, Andante con pioggia (Terra d’Ulivi Edizioni, 2019, pp. 120, Euro 12), mi è parso notevole fin dalla prima lettura, dotato anzi di una bellezza destinata a crescere con le riletture. Settantadue poesie, divise in otto sezioni di nove composizioni ciascuna, orchestrano un canzoniere variegato di temi e tonalità, ricco di metafore, suggestioni, prospettive sconfinate, visioni, sensi e sentimenti universali. Ne emerge, per larghi tratti condivisibili, l’empito tipico della lirica autentica, quella che nasce dal traboccare della dolcezza quando si innalza – dalla totalità cosmica delle energie – “come una preghiera”...  


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Covone
Passa sulla pelle l’estate 
col suo vestito rosso 
e un fermaglio di luce tra i capelli. 
Come farfalla 
si posa sulla mano 
l’ora che muore. 
Nulla saprei della vita 
se non sapessi di te. 
Abita il tuo sorriso 
il cuore immenso della terra 
ed è lì che costruirò la mia casa. 
Si trattiene l’ultima luce 
sul cerchio perfetto di un covone 
e sui capelli che ti incorniciano il viso 
come un mondo proibito.  
Si muove sinuoso 
un desiderio di felicità. 
Affondo le dita 
tra riccioli di sole 
e dai tuoi occhi imparo 
la profondità del mare.


Una donna cigno

Una donna-cigno 
naviga bianca 
nella mia memoria 
e mi passa accanto 
indifferente. 

Portata dalla nebbia 
si annoda alla mia ombra 
e discorre con me 
per siderali silenzi 
con voci che non conosco. 
Hanno fruscii di foglie le parole 
raccontano dell’inverno che viene 
con dorati bagliori 
e lentamente mi ingoia. 

Quante volte dovrà passare il sole 
sulla meridiana del tempo 
prima che la quercia 
perda le sue foglie 
e ogni cosa si dissolva 
in sconfinati biancori?


Napoli era così
Napoli era così, io la ricordo
Era la gente che mi conosceva
La porta schiusa per chi voleva entrare
Il venditore d’acqua in fondo al vico
Il contadino che vendeva more
Il mare steso per i poverelli
che prendevano il sole in canottiera
sulle pietre disposte a frangiflutti
proprio di fronte a Capri, in faccia al cielo.
Era la passeggiata per Toledo
per prendere il caffè e ritornare
Era la vita esposta sui banconi
dalle donne dei bassi per campare
dove trovavi quello che cercavi
e a volte anche qualche cosa in più.
Napoli è la malinconia che non ti lascia
quando decidi che devi andare via.
È la luce che gira tra le case
la pioggia lieve che solleva voci
e il rapido tirar dei panni stesi.
Napoli è l’anarchia che fa sistema
e resiste agli abusi dei potenti.
Napoli è una ragazza che cammina
e che non ha paura di guardarti.







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